Roberta Vallacchi sul progetto del quadruplicamento della linea Tavazzano-Lodi

VALLACCHI (PD): “REGIONE RISPONDE ALLE MIE RICHIESTE DI CHIARIMENTI, MA IL FUTURO DELL’OPERA È ANCORA PIÙ NEBULOSO DI PRIMA”

“Ho chiesto a Regione Lombardia ancora delucidazioni sul progetto del quadruplicamento della linea Tavazzano-Lodi, ma le risposte dell’assessorato ai Trasporti sono ancora meno chiare di quanto sapevamo finora. Per questo ho depositato una richiesta di audizione in Commissione Infrastrutture e mobilità all’assessore Lucente, a Rfi e a Trenord che ci spieghino meglio cosa succederà, e porterò il tema in consiglio”, lo dice Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd, che già a marzo 2025 aveva presentato un’interrogazione per avere chiarimenti in merito al quadruplicamento e, dopo una prima risposta arrivata a maggio dell’anno scorso, ai primi di luglio 2026 ne ha presentata un’altra, più articolata, in cui chiedeva aggiornamenti sull’avanzamento dell’intervento di potenziamento della linea Milano–Melegnano–Lodi e di quadruplicamento della tratta Tavazzano–Lodi, appunto.

“Intanto devo rilevare che i tempi di realizzazione di quest’opera stanno diventando biblici in quanto già solo per lo studio siamo al 2028: nella prima risposta dell’anno scorso si parlava, infatti, di portarlo a termine a fine 2026, nella nuova risposta si ipotizza marzo 2028. Ma sempre che davvero si voglia fare, perché le parole dell’assessorato lasciano più di qualche dubbio”, fa sapere Vallacchi, spiegando poi nel dettaglio la risposta ricevuta.

“Già l’incipit non lascia ben presagire e lo riporto pari pari: ‘Rfi Spa ha recentemente indicato che le analisi capacitive e trasportistiche sviluppate nell’ambito dell’aggiornamento della programmazione infrastrutturale hanno evidenziato la necessità di superare la soluzione di quadruplicamento della tratta Tavazzano-Lodi, originariamente prevista per il potenziamento della Milano-Lodi-Piacenza, in quanto non più pienamente rispondente alle esigenze attuali e prospettiche della direttrice’. Ecco, mi preoccupa davvero quel ‘superare la soluzione di quadruplicamento della tratta Tavazzano-Lodi’, perché non si capisce cosa Regione e gestori vogliano fare”, sottolinea la dem.

“Secondo l’assessorato, le analisi evidenziano come le maggiori criticità si concentrino tra Milano Rogoredo e San Donato Milanese, una sorta di imbuto ed è questo che va risolto, pare di capire. E infatti, subito dopo, mi si risponde che ‘è stato definito il nuovo quadro esigenziale del potenziamento Rogoredo–Lodi che è orientato alla valutazione delle alternative progettuali maggiormente idonee’. Ma anche in questo caso quali esigenze siano emerse non è chiaro”, aggiunge Vallacchi.

“Scopro poi che il quadro degli interventi comprende la valutazione di nuovi punti di accesso alla rete, con la previsione di possibili nuove fermate come San Giuliano-Zivido e Lodi Nord, ma con quest’ultima dicitura non sappiamo a cosa l’assessorato si riferisca: se è una fermata a servizio della facoltà di Veterinaria dell’Università statale di Milano va più che bene. Ma sono solo ipotesi. Mi preoccupa molto, invece, un altro passaggio della risposta, dove si parla di ‘riorganizzazione complessiva dell’offerta ferroviaria lungo la direttrice Milano–Lodi, rispondendo anche agli incrementi di traffico derivanti dal completamento del raddoppio Codogno-Mantova’. Che significa? Speriamo che non penalizzi ulteriormente questa tratta”, dice la consigliera Pd.

“Insomma, ancora molte domande in sospeso che richiedono risposte chiare e definitive. Vorrei solo far presente che si parla del quadruplicamento da 20 anni e il centrodestra governa da oltre 30. Forse è ora di mettere un punto fermo su un progetto che sembra infinito ed è di fondamentale importanza per il lodigiano e per tutta la direttrice”, conclude Vallacchi.

Milano, 11 settembre 2026

PD Regione Lombardia