Roberta Vallacchi sulle liste d’attesa, commentando gli ultimi dati Agenas

VALLACCHI (PD): “PER AGENAS LOMBARDIA NONA. ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DELL’INEFFICIENZA DELLA REGIONE SULLA SANITÀ”

 

“Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, diffusi oggi, è più facile ottenere una prima visita specialistica nei tempi indicati sulla ricetta del medico in Basilicata, Marche, Lazio, Veneto, Molise, Calabria, Campania e Liguria che in Lombardia. Va addirittura peggio quando si tratta di esami diagnostici: in questo caso la Lombardia è addirittura al decimo posto, a riprova che i tempi di attesa sono un tallone d’Achille della sanità lombarda”, lo fa sapere Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd, Bollettino trimestrale sull’andamento delle liste di attesa Agenas alla mano.

 

“Ancora una volta il Ministero della Salute, non il Partito democratico, certifica quanto è indietro Regione Lombardia sulle liste d’attesa: siamo noni in Italia tra le regioni per la capacità di fare prime visite in tempi adeguati, e siamo decimi per quanto riguarda la diagnostica. Questo vuol dire che un cittadino lombardo ha un’altissima probabilità di non riuscire a fare velocemente visite ed esami che sono fondamentali per la sua salute. E vuol dire che nel frattempo le sue condizioni di salute potrebbero peggiorare e costare anche di più al servizio sanitario. Non solo: bisogna sottolineare con forza che ci sono malattie, come quelle oncologiche, dove i tempi di intervento sono fondamentali e fanno la differenza tra la vita e la morte. E in Lombardia le prestazioni sanitarie non sono sufficienti e non garantiscono il rispetto dei tempi neanche per questi pazienti”, lamenta la consigliera Pd.

 

“È l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di Regione Lombardia di stare al passo con le necessità della salute dei lombardi. Servono più personale sanitario, più apparecchiature per la diagnostica, un lavoro di rete tra ospedali pubblici e privati convenzionati, la realizzazione del Cup unico e una gestione trasparente da parte del privato convenzionato. E occorre costruire una rete efficiente di medicina di prossimità che sappia realmente prendere in carico le persone che si trovano ad affrontare una malattia e quindi si trovano in una situazione di smarrimento ed estrema fragilità. Una condizione che oltre a pesare sul malato, pesa sull’intera famiglia e deve assolutamente avere una risposta. Ma per fare tutto questo deve cambiare il governo della sanità lombarda, altrimenti la situazione non migliorerà”, conclude Vallacchi.

 

Milano, 22 luglio 2026

 

PD Regione Lombardia