Roberta Vallacchi sulla mozione presentata dalla Lega e votata in aula, che impegna la giunta ad attenzionare la diffusione dell’utilizzo del protossido di azoto, la cosiddetta droga del palloncino
Droga, Vallacchi (Pd): “La prevenzione si fa con investimenti strutturali e continuativi e non a progetto, come accade oggi. Non basta il contrasto a una singola sostanza”
La prevenzione si fa con investimenti strutturali e continuativi e non a progetto, come accade oggi. Non basta il contrasto a una singola sostanza. La consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi è intervenuta così, ieri, in aula, nella discussione della mozione presentata dalla Lega, che impegna la giunta ad attenzionare la diffusione dell’utilizzo del protossido di azoto, la cosiddetta droga del palloncino, tra adolescenti e giovani.
“Abbiamo votato sì alla mozione- spiega Vallacchi- perché ha il solo merito di riportare l’attenzione sul contrasto all’uso delle sostanze stupefacenti, ma si tratta di un documento che non affronta il problema alla radice. La prevenzione all’uso delle sostanze stupefacenti si fa informando ed educando adolescenti e giovani, avvicinandoli nei luoghi di aggregazione e mettendosi in ascolto del loro stato emozionale, questo a prescindere dalle sostanze di cui fanno uso, anche perché queste sono spesso più di una e ormai quasi tutte di facile accesso. Porre l’attenzione al contrasto a una sola sostanza, che sia il perossido di azoto o altro, significa ignorare la radice del problema”.
“Quello che serve- continua Vallacchi-è innanzitutto dare attuazione alla legge regionale 23/2020, che riorganizza il sistema dei servizi per le dipendenze patologiche, un provvedimento per cui c’è ancora molto da fare. Attualmente la maggior parte del lavoro di prevenzione è considerato ancora sperimentale, è finanziato su uno o due anni, quindi non può contare su risorse certe e non garantisce la continuità degli interventi, mentre per fare davvero prevenzione servono finanziamenti strutturali e continuativi, cosi da poter anche stabilizzare gli operatori che lavorano in difficili condizioni di precariato”.
“Se davvero crede nella prevenzione- conclude Vallacchi- la Regione si impegni già nel prossimo assestamento di bilancio, che andrà in aula a fine luglio, a destinare risorse adeguate e strutturali. Le parole non bastano“.
Milano, 8 luglio 2026
