Marco Carra ha chiesto alla Giunta regionale di bloccare definitivamente e in modo irreversibile la procedura relativa al progetto di discarica per rifiuti di amianto nel Comune di Marmirolo.
DISCARICA DI AMIANTO A MARMIROLO, CARRA (PD): “NESSUNA VOLONTA’ DELLA DESTRA DI BLOCCARE DEFINITIVAMENTE IL PROGETTO”
Con un Ordine del Giorno e due emendamenti, il consigliere regionale Pd Marco Carra ha chiesto alla Giunta regionale di bloccare definitivamente e in modo irreversibile la procedura relativa al progetto di discarica per rifiuti di amianto nel Comune di Marmirolo.
Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno votato contro questa proposta.
“Ho chiesto di disporre l’archiviazione della procedura senza possibilità di riattivazione, in ragione dell’incompatibilità urbanistica, ambientale e idrogeologica del sito e di estendere i divieti di realizzare discariche, oltre che alle aree agricole di pregio destinate alle produzioni Doc e Docg, come stabilito attualmente, anche alle aree destinate alla produzione di prodotti DOP e IGP, compresi i Prati Stabili, terre di Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
Ho chiesto anche di applicare gli stessi criteri nel caso in cui un sito destinato alla realizzazione della discarica ricada all’interno di una cava, anche se dismessa, situata in aree agricole di pregio, e cioè di vietare anche in questo caso la realizzazione di questi impianti.
Non c’è stata alcuna volontà da parte della maggioranza, dunque, di bloccare definitivamente il progetto di discarica di amianto a Marmirolo, assumendosi una responsabilità molto grave nei confronti del territorio, nonostante le richieste del territorio stesso e le osservazioni presentate dal Comune di Marmirolo e dai Comuni limitrofi, Confagricoltura, Coldiretti, dall’associazione dei Prati Stabili, dai vari Comitati dei cittadini, dal Partito Democratico di Marmirolo, Sinistra Italiana e dal Raggruppamento dei Carabinieri del reparto Biodiversità di Verona: tutti chiedono di bloccare definitivamente questo iter, – conclude Carra – la Regione non ha ascoltato. L’unica cosa che resta è una sospensiva che protrae solo nel tempo il problema, non lo risolve. Noi continueremo a batterci per impedire che questa discarica possa essere realizzata”.
Milano, 25 novembre 2025
