Samuele Astuti commenta i dati della provincia di Varese relativi alla sicurezza sul lavoro, dopo la presentazione della relazione della Commissione d’inchiesta regionale
SICUREZZA SUL LAVORO, ASTUTI (PD): “A VARESE NON DIMINUISCONO INFORTUNI DA 10 ANNI, INVESTIRE SU FORMAZIONE E PREVENZIONE. OBIETTIVO ZERO VITTIME”
“La sicurezza sul lavoro deve rimanere una priorità anche in provincia di Varese – dichiara Samuele Astuti –. Nel nostro territorio, nonostante l’importante e costante lavoro di sindacati e associazioni datoriali, il numero degli infortuni denunciati si mantiene purtroppo stabile da 10 anni, attestandosi intorno ai 10.000 casi all’anno”.
“Questo andamento – prosegue Astuti – si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero Paese: negli ultimi 35 anni in Italia il numero delle morti e degli incidenti sul lavoro è rimasto sostanzialmente stabile, in particolare nei settori delle costruzioni, dell’agricoltura e del metalmeccanico, e colpisce in modo significativo i lavoratori stranieri. La sicurezza sul lavoro è ancora oggi un’emergenza che va affrontata con maggiore impegno, attraverso soluzioni all’avanguardia e un’azione incisiva e condivisa con tutte le realtà del settore”.
“L’analisi storica evidenzia come il territorio varesino presenti valori generalmente più bassi e stabili negli infortuni denunciati rispetto ad altre province lombarde, soprattutto in ragione della tipologia di tessuto produttivo che caratterizza il nostro territorio. Se infatti in altre province il settore dell’agricoltura rappresenta un fattore determinante per il numero complessivo di infortuni, a Varese il peso maggiore è legato ai comparti industriale e delle costruzioni, con dinamiche diverse che richiedono interventi di prevenzione mirati e specifici”.
“Accanto a questi elementi – aggiunge Astuti – è fondamentale analizzare nel dettaglio gli infortuni mortali, che mostrano caratteristiche ricorrenti e particolarmente preoccupanti: secondo uno studio di Camera di Commercio, le vittime nel triennio 2021-2023 erano esclusivamente uomini, in circa il 30% dei casi di nazionalità straniera e con un’età sempre superiore ai 40 anni”.
“Questi numeri mostrano la necessità di investire con decisione su prevenzione e formazione – continua il consigliere dem – soprattutto nelle micro e piccole imprese, che incontrano maggiori difficoltà nell’applicazione delle misure di sicurezza. I percorsi formativi devono essere realmente mirati ai rischi specifici delle mansioni e comprensibili a tutti i lavoratori”.
“Un ulteriore nodo critico – conclude – riguarda la carenza di personale addetto alle ispezioni, che deve essere affrontata anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati, come droni, software predittivi e applicazioni di intelligenza artificiale”.
La Commissione d’inchiesta, istituita nell’aprile 2023, ha concluso i lavori nel dicembre 2025 dopo 41 sedute e 40 audizioni. La relazione finale è stata accompagnata dall’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno con 30 proposte rivolte a Regione e Governo per migliorare controlli, formazione e cultura della sicurezza.
“Il lavoro della Commissione rappresenta un punto di partenza – conclude Astuti –. Ora è fondamentale tradurre le analisi in scelte concrete e continuative, perché l’obiettivo imprescindibile resta uno solo: arrivare a zero vittime sul lavoro”.
24 febbraio 2026
