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Reddito di cittadinanza

ORSENIGO (PD): “COMO CHIEDE INNOVAZIONE E LAVORO. REGIONE RIVEDA I CENTRI PER L’IMPIEGO”

 

“Una cosa è chiara: a Como il reddito di cittadinanza non è una misura gradita. Né alle aziende, che preferirebbero investimenti e risorse per l’innovazione, ma nemmeno ai cittadini che al contrario chiedono più lavoro, più reddito, ovvero dignità”. Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, non ha dubbi sul modello di sostegno che auspica il mercato del lavoro in provincia di Como. E nel giorno in cui si tiene l’assemblea generale di Unindustria, con Confindustria Lecco e Sondrio, lancia un appello a Regione Lombardia: “Riveda completamente la legge e riavochi a sé i centri per l’impiego che ha voluto lasciare in carico alle Province, perché, se già adesso non funzionano o hanno difficoltà di organico, in vista di una riforma, soprattutto se legata al reddito di cittadinanza, rischiamo il caos”.

La Lombardia ha, infatti, deciso che la gestione e la responsabilità dei centri per l’impiego rimanesse alle Province, a differenza di quanto fatto dalle altre regioni che si sono prese in carico tutta la struttura del collocamento: “In Veneto, ad esempio, è stata creata dalla Regione un’agenzia apposita e quindi il servizio è controllato, se ha esigenze di implementazione non ci sono problemi e ha risorse adeguate – continua Orsenigo –. Invece, la stessa Lega che governa in entrambe le regioni, in Lombardia ha pensato bene di lasciare un comparto così importante sotto l’egida di enti che ormai hanno una funzione solo di coordinamento e istituzionale”.

In particolare, il caso di Como è noto: “Non c’è sufficiente personale e il collocamento mirato, quello rivolto alla delicata categoria di disabili e invalidi, è quasi completamente scoperto, proprio perché manca chi dovrebbe seguirlo a dovere. E non si vede una soluzione dietro l’angolo. Insomma, in questa situazione come si pensa di gestire misure come il reddito di cittadinanza? Anzi, per dirla con i lavoratori comaschi: come pensa la Lega che governa Regione Lombardia di dare una risposta vera, cioè lavorativa, a chi come i nostri concittadini desidera un futuro professionale?”.

L’aspetto politico della vicenda viene da sé: “Se Como, Monza e Brianza, Varese, Lecco e Sondrio sono in coda alla classifica delle province a beneficiare del reddito di cittadinanza, non significa che in Lombardia non esista povertà, ma solo che la Lega, questa volta appoggiata dai 5 Stelle, tradisce ancora una volta il nord che non chiede sostegni a fondo perduto, ma investimenti nell’innovazione, esperienza scuola-lavoro, considerazione per gli imprenditori che con le loro aziende garantiscono impiego alle comunità. Invece, chi ci governa adesso a Roma e a Milano pensa solo a tirare il freno su tutte le grandi infrastrutture, ignorare i pendolari che altro non sono se non lavoratori e studenti, introdurre una riforma fiscale imbarazzante. In cambio, una sorta di contentino che non porta da nessuna parte e non fa intravedere speranze di futuro né ai lavoratori, né alle imprese”.

Milano, 15 novembre 2018


PD Regione Lombardia