Gian Mario Fragomeli sul Ponte Manzoni ha presentato un ordine del giorno al Programma regionale di mobilità e trasporti

FRAGOMELI (PD): “SECONDA CORSIA: IL PIANO DELLA MOBILITÀ È L’OCCASIONE GIUSTA PER DEFINIRE L’OPERA”

 

 

“Nell’ambito delle opere connesse ai Giochi Olimpici è stato realizzato, in affiancamento all’esistente, un nuovo ponte indicato però come ‘Adeguamento a tre corsie del Ponte Manzoni sulla Ss36’, entrato in esercizio il 19 gennaio 2026. L’opera oggi è indipendente dal ponte Manzoni e permette una corsia aggiuntiva monodirezionale da Pescate verso Lecco, consentendo di separare parte del traffico locale dai flussi di lunga percorrenza sulla statale 36, ma non realizza ancora il collegamento a doppio senso sul nuovo attraversamento. E poiché l’aggiornamento del Programma regionale della mobilità e dei trasporti comprende anche il ponte Manzoni tra gli interventi stradali dell’orizzonte 2027–2032, è il momento giusto per intervenire”, lo dice Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Pd, che in questi giorni di Aula sul Prmt, ha presentato un ordine del giorno sul cosiddetto quarto ponte.

 

“Voglio impegnare la Giunta regionale a integrare nel Prmt l’intervento relativo al ponte, prevedendo sia la corretta denominazione del nuovo ponte, sia il suo completamento con la realizzazione della seconda corsia in direzione Lecco–Pescate, comprensiva delle necessarie rampe, connessioni e opere di adeguamento viabilistico. Naturalmente, sarà per questo necessario confermare con il Ministero delle Infrastrutture e Anas la priorità dell’adeguamento a doppio senso del Manzoni con la realizzazione della corsia sud, Lecco-Pescate, richiedendone l’inserimento e il finanziamento nell’ambito del Contratto di programma Mit-Anas 2026–2030 o, comunque, attraverso il primo strumento finanziario nazionale utile. E va definito un cronoprogramma certo delle fasi progettuali, autorizzative e realizzative. La seconda corsia va completata e messa in esercizio entro il 2032”, sottolinea il dem.

 

“Ricordo che la mancata realizzazione della corsia in direzione Lecco–Pescate lascia irrisolta una rilevante discontinuità infrastrutturale e mantiene un collo di bottiglia per i flussi in uscita dal capoluogo, limitando la piena funzionalità dell’investimento già realizzato. Tant’è che già prima dell’avvio dei lavori le istituzioni del territorio avevano posto il tema del completamento dell’opera, chiedendo di studiare una soluzione che consentisse il doppio senso di marcia. Il completamento dell’intervento è necessario per rendere l’infrastruttura realmente bidirezionale, distribuire in modo più equilibrato i flussi e ridurre la congestione sul sistema dei ponti e sulla viabilità urbana di accesso e uscita da Lecco. L’importanza dell’opera è evidente alla luce delle numerose criticità che interessano la 36 e la rete stradale lecchese, per le quali è necessario superare una logica di interventi parziali, garantendo una programmazione strutturale e coordinata. Il piano della mobilità è lo strumento giusto per farlo”, conclude Fragomeli.

 

Milano, 17 ottobre 2026

 

 

PD Regione Lombardia