Simone Negri presenterà alla giunta lombarda una interrogazione, raccogliendo le segnalazioni di alcuni sindaci e le proteste di studenti e pendolari, esplose nelle scorse ore lungo la tratta, in seguito ai disagi previsti con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale.
MILANO-STRADELLA, NEGRI (PD): “REGIONE E TRENORD RIVEDANO IL NUOVO ORARIO INVERNALE PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO E AL LAVORO”
Regione Lombardia e Trenord rivedano immediatamente i nuovi orari della linea Milano–Stradella e aprano un tavolo di confronto con studenti, pendolari e Comuni coinvolti. È quanto chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Simone Negri che presenterà alla giunta lombarda una interrogazione, raccogliendo le segnalazioni di alcuni sindaci e le proteste di studenti e pendolari, esplose nelle scorse ore lungo la tratta, in seguito ai disagi previsti con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale.
Le criticità segnalate sono numerose: l’arrivo del treno a Pavia alle 7.46, troppo tardi per l’inizio delle lezioni alle 8; i 70 minuti di attesa per chi termina le attività alle 14; la perdita del collegamento con l’Università Bicocca; l’impossibilità di raggiungere Milano Linate dopo la cancellazione della fermata di Milano Forlanini; l’anticipo dell’ultimo treno da Milano Garibaldi alle 20.24.
“Costruire un orario ferroviario richiede mesi di lavoro, analisi, verifiche – sottolinea Negri -: non può essere frutto di scelte unilaterali che ignorano i bisogni reali degli utenti e il fatto che a pagarne le spese siano studenti delle superiori la dice lunga. Gli errori che oggi vediamo non sono che il risultato di una mancata concertazione. Regione e Trenord devono favorire momenti di confronto con le rappresentanze di pendolari, studenti e amministrazioni locali. Perché non vengono più convocati, ormai da anni, i tavoli di quadrante?”.
Il consigliere Pd contesta inoltre l’idea che i problemi possano essere risolti con servizi sostitutivi su gomma: “Le risposte devono arrivare dai treni e non dai bus. La velocità e l’efficienza di un convoglio non possono essere sostituite, soprattutto su tratte lunghe: l’esperienza della Valtellina lo dimostra chiaramente. All’aumentare della distanza, i bus diventano soluzioni non praticabili, non sostenibili e non in grado di garantire adeguati tempi di percorrenza”.
“Chiediamo quindi a Regione e a Trenord di riunire subito le parti e trovare al più presto una soluzione, anche temporanea, per garantire il diritto allo studio e al lavoro che passa anche attraverso un servizio ferroviario dignitoso ed efficiente” conclude il consigliere dem
Milano, 9 dicembre 2025
