Jacopo Scandella dopo l’approvazione dell’emendamento che porta dall’attuale 80 al 100% la percentuale di trasferimento dei canoni delle grandi derivazioni idroelettriche destinata alle Province
IDROELETTRICO, IL 100% DEI CANONI ALLE PROVINCE. SCANDELLA (PD): “VINTA UNA BATTAGLIA STORICA PER PORTARE I SOLDI DELL’IDROELETTRICO SUI TERRITORI, ORA AVANTI CON IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI IN SCADENZA”
L’approvazione dell’emendamento che porta dall’attuale 80 al 100% la percentuale di trasferimento dei canoni delle grandi derivazioni idroelettriche destinata alle Province è l’ultimo passo di una battaglia cominciata nel 2013: allora questo trasferimento veniva garantito alla sola provincia di Sondrio, mentre tutti gli altri territori su cui insistono le concessioni incassavano le briciole, tra il 5 e il 10% dei canoni incassati dalla Regione. Nel 2020 eravamo riusciti ad innalzare questa percentuale fino all’80, mentre oggi abbiamo finalmente fatto l’ultimo miglio di un percorso che garantirà un finanziamento stabile alle province ed in particolare ai territori montani“ così dichiara Jacopo Scandella che insieme ai colleghi di maggioranza ha sottoscritto l’emendamento approvato oggi dall’Aula.
“L’asupicio è che ora ci si possa concentrare in tempi rapidi e in modo costruttivo sulle nuove concessioni per lo sfruttamento dell’acqua nelle centrali idroelettriche lombarde, che a breve andranno riassegnate, che dureranno per i prossimi decenni e che potrebbero garantire un aumento estremamente significativo delle risorse a disposizione – dice Scandella – ; rilanciamo alla Giunta la proposta di perseguire la strada della costruzione di una società mista-pubblico privato per la gestione delle concessioni idroelettriche e dei relativi utili, sull’esempio virtuoso del Trentino, soluzione che permetterebbe sia di mantenere una regia pubblica sugli investimenti e sulla gestione degli impianti che di valorizzare le competenze accumulata dalle società private maturate in decenni di attività”.
“Che sia attraverso la costituzione della società o il meccanismo delle gare, la cosa più importante è non perdere altro tempo: ogni anno in più di proroghe sono meno soldi incassati sui territori, investimenti in manutenzione, sicurezza e innovazione che non vengono fatti”.
23 luglio 2026
