Angelo Orsenigo sul Faro voltiano, al termine dell’audizione in merito alla chiusura del monumento a un anno dal bicentenario della morte di Alessandro Volta.
ORSENIGO (PD): “A PAGARE DI TASCA PROPRIA GLI ATTEGGIAMENTI DI RAPINESE SARANNO I COMASCHI CON LE LORO TASSE”
“Come aveva annunciato, con i suoi soliti toni sopra le righe, il sindaco di Como o chi per lui, volendo anche un tecnico, non si è presentato in alcun modo all’audizione che avevamo richiesto, con i colleghi consiglieri comaschi, in Commissione Cultura del consiglio regionale. E da come ci è stata tratteggiata la vicenda dagli altri amministratori coinvolti, appare chiaro che il comportamento totalmente non istituzionale di Rapinese sta segnando il futuro del faro voltiano di Brunate”, è il commento di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, al termine dell’audizione di questo pomeriggio, in merito alla chiusura del monumento a un anno dal bicentenario della morte di Alessandro Volta.
“Da quando sono in consiglio regionale, e ormai sono passati 8 anni, è la prima volta che vedo il rifiuto di un sindaco a partecipare a un’audizione in una Commissione in cui si è convocati. Forse a Rapinese non è chiaro che Regione è un ente facilitatore, cerca di trovare soluzioni, comprende la validità delle questioni trattate e tenta di mettere tutti intorno a un tavolo. Lo fa per le crisi aziendali come per altri casi in cui c’è bisogno di una parte terza che medi. Non presentarsi – e tralascio i modi che abbiamo sentito dalla viva voce del sindaco in radio – dimostra la volontà dell’amministrazione comunale di Como di non volersi mettere in discussione, di non accettare un confronto, in definitiva di non voler trovare una soluzione nell’interesse dei cittadini. Ma la politica è questo, anche quando si fa parte di una lista civica”, insiste il dem.
“Dal sindaco di Brunate ci è stato chiaramente detto che la volontà di interloquire con Como, di affrontare tutti gli aspetti della vicenda era palese fin dall’inizio. Ma dai messaggi scambiati con l’assessore competente della Giunta Rapinese è parso evidente che non c’era l’intenzione di trovare una risposta. E in questo caso, al di là del rispetto verso tutte le persone, cioè dei rapporti che devono essere sempre civili, si tratta proprio di una scortesia istituzionale che, oltre tutto, mette a repentaglio la fruizione di un bene importante per i comaschi e per i turisti, ma anche la possibilità di festeggiare degnamente il bicentenario”, aggiunge Orsenigo.
“Adesso, la volontà espressa sembra essere quella di andare di fronte al Tar, con un aggravio di costi per i cittadini di Como che non pagano le tasse comunali per incrementare le cause legali, ma per avere servizi, risposte e risultati. Non mi resta che ringraziare i colleghi Dotti e Gaddi che hanno richiesto l’audizione con me e tutti gli intervenuti. Il mio invito è stato di continuare a tendere la mano per un confronto e una soluzione che non si risolva sempre e comunque nei tribunali. Vogliamo davvero evitare che sia precluso a chiunque di poter godere del bello di un patrimonio culturale come quello comasco”, conclude il consigliere Pd.
Milano, 1 aprile 2026
