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Durante la discussione sulla seconda legge di semplificazione 2019, martedì scorso in Consiglio regionale, il PD ha presentato due ordini del giorno che sono stati accolti dall’aula e che riguardano l’assegnazione e la permanenza di nuclei familiari nelle case popolari: la valenza del reddito di cittadinanza nel calcolo dell’Isee ai fini delle domande di assegnazione e la ricognizione sui contratti temporanei.

“Al momento attuale, nel calcolo dell’Isee, il reddito di cittadinanza non viene considerato quale elemento di calcolo dell’indicatore e questo, a partire dal 2020 e a parità di Isee, potrebbe causare una evidente disparità di trattamento nell’assegnazione degli alloggi tra coloro che lo percepiscono e coloro invece il cui basso reddito è determinato da un basso salario” spiega la proponente Carmela Rozza, entrando nel merito della prima questione.

“Con la nostra proposta la Giunta dovrà prevedere, all’interno della modulistica di richiesta di accesso alle prestazioni sociali agevolate erogate dalla Regione o da altri enti locali, l’indicazione del godimento o meno del reddito o della pensione di cittadinanza, per essere in grado di intervenire, in caso di disparità, modificando la normativa regionale interessata. In questo modo sarà finalmente possibile una ricognizione tra chi percepisce il reddito di cittadinanza e chi invece si trova in condizioni di indigenza per motivi di lavoro povero” fa sapere la consigliera dem.

L’altra proposta del Pd che è stata approvata, impegna invece la Giunta a effettuare, entro il prossimo aprile 2020, una ricognizione di tutti i contratti transitori vigenti o scaduti e al relativo aggiornamento, formulando poi una proposta di modifica che consenta l’accesso ai servizi abitativi pubblici ai nuclei familiari in possesso dei requisiti.

“In questo modo – spiega la consigliera – si sistemerebbero moltissime situazioni di famiglie che vivono da anni in condizioni precarie e di insicurezza totale verso il loro futuro, infatti, pur avendo avuto l’assegnazione transitoria di un alloggio popolare per i più svariati motivi (sfratto, ristrutturazioni ecc) si ritrovano oggi con contratti scaduti e non rinnovati a causa di cattiva gestione, incapacità amministrativa e continui cambi normativi. Famiglie che permangono in una condizione di difficoltà economica e che quindi hanno tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento di inquilini regolari e ritrovare la serenità familiare e finanziaria, pagando il giusto canone in base al reddito”.

Ordine del giorno 727 sull’assegnazione temporanea degli alloggi

Ordine del giorno 729 sull’indicazione del godimento del reddito di cittadinanza

redazioneSettegiorniPd

PD Regione Lombardia