Paolo Romano in merito all’audizione odierna del dottor Giuseppe Busia, presidente Anac, in commissione Antimafia

COMMISSIONE ANTIMAFIA, ROMANO (PD): “AUDIZIONE PRESIDENTE ANAC PREZIOSA, CODICE DEGLI APPALTI DI MELONI A RISCHIO INFILTRAZIONE MAFIOSA”

“Il nuovo codice degli appalti approvato nel 2023 da Giorgia Meloni lascia spazi pericolosi alle Mafie e alla corruzione: lo conferma a domande dirette anche il Presidente dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione, in audizione oggi in Commissione Antimafia”.

A dirlo è Paolo Romano, consigliere regionale del Pd e componente della commissione speciale antimafia e legalità in Lombardia, in seno al Consiglio regionale, in merito all’audizione odierna del dottor Giuseppe Busia.

“Abbiamo chiesto e voluto questa audizione come opposizioni perché siamo preoccupati” aggiunge l’esponente dem. “Con la nuova normativa il 95% degli appalti va in affidamento diretto, con rischi molto concreti di facilitare le infiltrazioni mafiose. Il nuovo codice fa tre cose: alza il limite a 140-150mila euro per gli affidamenti diretti, rendendo più facile corrompere e/o minacciare il funzionario pubblico. Nasconde il “titolare effettivo”, rendendo meno trasparente il processo dei bandi pubblici, una scelta che il presidente dell’ANAC ha commentato come “inspiegabile”. Infine, sdogana il subappalto a cascata, dove si nasconde il lavoro povero, lo sfruttamento, la maggior parte delle morti sul lavoro. Siamo fortemente contrari a queste scelte che stanno producendo rischi maggiori di corruzione e infiltrazioni criminali e chiediamo a Regione Lombardia di prendere posizione contro il Governo per chiedere una riscrittura del testo”.

 

“La digitalizzazione dei processi prevista nel testo è fondamentale – conclude Romano – ma non basta se si assiste ad una deregulation che rende permeabile il tessuto pubblico. Pensate ad un singolo funzionario con potere di firma fino a 150mila euro che viene minacciato: cosa pensate che faccia? Prima non poteva autorizzare lo stanziamento: il bando pubblico rendeva più difficile l’infiltrazione coinvolgendo più figure. Ora è ricattabile. Lo stiamo lasciando solo, lui e tutti i suoi colleghi. Serve rivedere immediatamente la norma”.

 

Milano, 16 luglio 2026

PD Regione Lombardia