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Alborella

BAFFI (PD): “ERA MEGLIO CHE LE DECISIONI TERRITORIALI FOSSERO ASSUNTE DALLE PROVINCE”

 

“Regione Lombardia valuti di aprire ulteriormente la pesca all’Alborella. Da quando la competenza è passata dalla Provincia alla Regione e con la nuova zonizzazione provinciale dei bacini, le decisioni penalizzano i territori come il nostro”, lo dice Patrizia Baffi, consigliere regionale del Pd, segnalando il disagio che vivono molti pescatori sportivi che “non sanno più come regolarsi correttamente per non incorrere in errori o sanzioni”.

La Regione, con il Regolamento del febbraio di quest’anno relativo al ‘Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, caccia, pesca e sviluppo rurale’,  ha determinato i nuovi bacini di pesca. Successivamente, il 3 maggio 2018, ha approvato per ciascun bacino le specifiche tecniche di dettaglio sulle modalità di pesca in base alle peculiarità degli habitat e individuato i corpi idrici in cui è consentita la pesca professionale, stabilito gli attrezzi per la pesca professionale consentiti e le modalità di utilizzo.

Ad agosto sono subentrate alcune modifiche. “Una di queste riguarda appunto l’alborella che è stata in parte autorizzata, con molte limitazioni, in alcuni bacini, fra cui quello del fiume Adda Sublacuale – aggiunge Baffi –. Esattamente, il Prontuario parla di ‘pesca all’alborella, nel rispetto del periodo di divieto e dei limiti di cattura, possibile solo nel corso del fiume Adda e nei luoghi raggiungibili da barca dall’alveo principale, esclusivamente nel tratto compreso fra il ponte di Lodi e la confluenza con il fiume Po, con esclusione del reticolo secondario e dei canali di derivazione irrigui’. Quindi la regola è molto stringente”.

Secondo la consigliere Pd, “con il passaggio della competenza in materia di pesca, che nel 2015 Regione ha deciso di avocare a sé togliendola alle Province, le decisioni sui divieti di pesca e sulla conoscenza del territorio sono state centralizzate, ingenerando di fatto minori possibilità di differenziazioni fra territori e generalizzando spesso i divieti riguardanti specie in sofferenza. Ma riteniamo che le scelte a livello locale debbano essere prese dalle istituzioni territoriali. Solo in questo modo si possono contemperare le esigenze ambientali e faunistiche con quelle dei fruitori”.

Milano, 24 settembre 2018


PD Regione Lombardia