Roberta Vallacchi dopo quanto accaduto in commissione Territorio dove la maggioranza ha fatto mancare il numero legale durante la discussione degli emendamenti di modifica alla legge sui data center
DATA CENTER, FORZATURA DELLA MAGGIORANZA IN COMMISSIONE REGIONALE TERRITORIO, SALTA LA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA
VALLACCHI (PD): “NON CI HANNO PERMESSO DI ENTRARE NEL MERITO, MA QUELLA LEGGE COSÌ NON VA BENE”
La commissione territorio è rimasta senza voce sulle modifiche alla legge sui data center. Dopo una seduta molto movimentata la maggioranza ha preferito far mancare il numero legale per non passare alla discussione e approvazione degli emendamenti delle opposizioni, rinunciando così anche a quelli di maggioranza. Il testo, a questo punto, andrà in commissione affari istituzionali senza le indicazioni della commissione competente in materia. La modifica della normativa sui data center è infatti contenuta nella legge di riordino ordinamentale, che deve passare da tutte le commissioni interessate e, infine, a quella referente, la Affari istituzionali, per poi arrivare in Aula a fine mese.
La seduta era iniziata in salita, con un’ora di ritardo rispetto all’orario di convocazione, dopodiché il presidente Jonathan Lobati aveva chiesto ai commissari di maggioranza e di opposizione di ritirare i propri emendamenti e di ripresentarli in Aula, per non perdere tempo e rimanere in linea con la programmazione delle altre commissioni e del Consiglio. Ma la richiesta è stata ritenuta inaccettabile dalle minoranze, che hanno chiesto di rinviare la seduta in un momento adatto a discutere comunque tutte le proposte emendative. Dopo quindici minuti di sospensione chiesti dalle opposizioni, la maggioranza non è rientrata in sala. Quindi il presidente Lobati, prendendo la parola, ha messo direttamente in votazione gli emendamenti chiedendo un istante dopo la verifica del numero legale che evidentemente era venuto a mancare per le defezioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. A quel punto ha dichiarato chiusa la seduta, di fatto decretando la mancata espressione del parere della commissione territorio rispetto alla proposta di modifica della normativa sui data center.
“Quello che è successo è inaudito e inaccettabile, non hanno argomenti per controbattere ai nostri emendamenti di buon senso, che nascono dalle istanze dei territori, dove i cittadini sono molto preoccupati e si organizzano in comitati per contrastare la nascita di data center anche vicini alle case. Noi chiediamo, con i nostri emendamenti, di limitare il consumo di suolo escludendo il suolo agricolo, introdurre una distanza minima dall’abitato, contrastare le concentrazioni di impianti, togliere misure premiali a multinazionali miliardarie per utilizzo di aree dismesse, valutare bene gli impatti ambientali e sanitari per mettere in atto tutte le misure di mitigazione e contrasto. Inoltre, sviluppare la nostra sovranità digitale, in ottemperanza alle politiche europee, e ridare facoltà pianificatoria ai sindaci attraverso una destinazione propria per questi impianti”. Lo dichiara la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi, autrice di una trentina di emendamenti che erano oggi all’ordine del giorno della commissione. “Hanno voluto approvare una legge in tempi stretti che non è stata in grado di governare un fenomeno che non conoscono e che hanno pesantemente sottovalutato e ora servirebbe una valutazione seria e approfondita del fenomeno, proprio quella che non ci permettono di fare. Il segnale che ne esce è pessimo, perché dimostrano di non avere argomenti per ribattere alle nostre proposte che mirano a contemperare lo sviluppo del settore con una strategia energetica chiara e a con le dovute attenzioni ambientali, di salute e di qualità della vita dei cittadini. Inoltre, la fuga dalla commissione è stata il modo per rimandare di qualche ora uno scontro interno alla maggioranza, e lo dimostra il fatto che al testo varato dalla giunta Fontana la sua maggioranza ha presentato un gran numero di emendamenti, tutti sostanziali.”
Milano, 5 novembre 2026
