Roberta Vallacchi nella quarta giornata di discussione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti (PRMT), prima di illustrare le sue cinque proposte che chiedono impegni precisi sulle principali criticità del territorio lodigiano.

MOBILITÀ E TRASPORTI, VALLACCHI (PD): “UN MODELLO DA CAMBIARE. AL LODIGIANO SERVE UN TRASPORTO PUBBLICO PIÙ FORTE, PIÙ TRENI, STAZIONI ACCESSIBILI E AUTOBUS EFFICIENTI”

 

“Il Programma regionale della mobilità e dei trasporti è uno degli atti più importanti che il Consiglio regionale è chiamato ad approvare, perché disegna il futuro dei nostri territori e definisce il modello di mobilità della Lombardia. E il modello che chi governa questa regione da trent’anni ci propone non ci piace: il rapporto tra interventi stradali e ferroviari è di quattro a uno, troppe strade e troppo poche ferrovie. Una scelta che aumenta il consumo di suolo e la dipendenza dall’auto, senza risolvere i problemi di chi si sposta ogni giorno per lavoro, studio o per raggiungere i servizi essenziali. Come Partito Democratico stiamo chiedendo di cambiare radicalmente direzione, investendo di più sulla ferrovia e su un trasporto pubblico su gomma capace di raggiungere anche i territori dove la ferrovia non arriva, per avere collegamenti più frequenti e affidabili. Perché la mobilità è una questione di uguaglianza, oltre che ambientale ed economica: dove i collegamenti sono carenti, aumentano i costi per le famiglie e si riducono le opportunità”.

 

È così che la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi ha iniziato oggi il suo intervento in Consiglio regionale, nella quarta giornata di discussione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti (PRMT), prima di illustrare le sue cinque proposte che chiedono impegni precisi sulle principali criticità del territorio lodigiano.

 

“Il primo riguarda il quadruplicamento ferroviario Tavazzano-Lodi che deve essere mantenuto nel Piano – spiega Vallacchi -. Rfi ipotizza di superare questa soluzione e il documento di fattibilità del potenziamento Rogoredo-Lodi non sarà concluso prima di marzo 2028. Non possiamo accettare che un’opera attesa da anni venga accantonata senza un confronto trasparente con le alternative e senza considerare anche gli effetti del raddoppio Codogno-Cremona-Mantova. Chiediamo di accelerare gli interventi concretamente realizzabili per aumentare la capacità e la regolarità della linea.

 

“Il secondo ordine del giorno – prosegue la consigliera – riguarda l’individuazione di una nuova fermata ferroviaria Lodi Nord-Lodi Università, nell’ambito del potenziamento della linea Rogoredo-Lodi, in prossimità della sede della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, per agevolare gli spostamenti di studenti, docenti e personale e favorire l’utilizzo del trasporto pubblico. Servono inoltre collegamenti pedonali e ciclabili, integrazione con gli autobus e un efficace interscambio tra i mezzi”.

 

Un ordine del giorno è dedicato alla stazione di Casalpusterlengo, che per la consigliera dem deve essere riqualificata, a partire dall’eliminazione delle barriere architettoniche: “Oggi chi non può utilizzare le scale non riesce a raggiungere autonomamente i binari 2 e 3 – fa sapere Vallacchi -. Occorrono un cronoprogramma certo, percorsi e banchine accessibili, spazi sicuri per le biciclette e collegamenti con il trasporto pubblico. Chiediamo anche di recuperare gli spazi della biglietteria, chiusa definitivamente dal 31 luglio, per destinarli a servizi di informazione e assistenza ai viaggiatori.

 

Con il quarto ordine del giorno Vallacchi chiede di potenziare il trasporto pubblico su gomma nell’area di Sant’Angelo Lodigiano e del Medio-Alto Lambro, nell’Oltre Adda e nel Medio e Basso Lodigiano. “Per molti comuni – spiega – l’autobus è l’unico mezzo pubblico disponibile: deve quindi garantire collegamenti affidabili con le stazioni ferroviarie, le scuole, i servizi sanitari e i luoghi di lavoro, con orari coordinati e frequenze adeguate”.

 

“Infine – aggiunge la consigliera – chiediamo di sbloccare i lavori per la quarta corsia dell’A1 tra Milano Sud e Lodi e di dare attuazione alle opere compensative attese dai territori, in particolare dal Comune di Lodi Vecchio. La Giunta deve attivarsi con il Ministero delle Infrastrutture e Autostrade per l’Italia per completare gli adempimenti necessari all’avvio dei cantieri, ottenere un cronoprogramma certo e far partire anche gli interventi viabilistici, ciclabili e ambientali già progettati, compresa la forestazione”.

 

“Investire sulla ferrovia e sul trasporto pubblico non significa soltanto migliorare la vita dei pendolari – conclude Vallacchi -: significa rendere la Lombardia più competitiva. Una rete efficiente amplia le possibilità di accesso al lavoro, aiuta le imprese ad attrarre competenze, riduce la congestione stradale e i costi ambientali e sanitari dell’inquinamento. Le grandi regioni europee con cui ci confrontiamo hanno reti ferroviarie più estese o sistemi suburbani più integrati e capillari. La Lombardia, invece, continua a scontare colli di bottiglia, linee insufficienti e collegamenti che penalizzano soprattutto i territori lontani da Milano”.

 

Milano, 16 ottobre 2026

PD Regione Lombardia