Gian Mario Fragomeli ha presentato i primi dati sull’accessibilità delle stazioni ferroviarie lombarde,

FRAGOMELI (PD): “STAZIONI FERROVIARIE IN BUONA PARTE INACCESSIBILI ALLE PERSONE CON DISABILITÀ, E LA REGIONE NON SE NE OCCUPA”

A Lecco più della metà delle stazioni impraticabili per chi ha problemi di mobilità

 

La maggior parte delle stazioni ferroviarie della Lombardia è inaccessibile alle persone con disabilità o con mobilità ridotta. Lo denuncia Gian Mario Fragomeli, che questa mattina ha presentato a Milano, a Palazzo Pirelli, i primi dati di una ricerca condotta basandosi sulle informazioni ottenute dalla direzione trasporti di Regione Lombardia negli ultimi mesi. Il 35% delle stazioni gestite da RFI non garantisce, con ascensori e servoscala, l’accesso a tutti i binari, e il dato lecchese è sostanzialmente in linea. Se si parla di accesso al treno, con la banchina a livello dell’ingresso del vagone, il 65% delle stazioni non lo permette. In provincia di Lecco il dato è un po’ migliore, ma rimane negativo: 54%, più della metà.

Fragomeli ha illustrato i dati durante una conferenza stampa in cui il Partito Democratico, con il capogruppo Pierfrancesco Majorino e il collega consigliere Simone Negri, ha annunciato che la settimana prossima darà battaglia in Consiglio regionale sul Piano Regione della Mobilità e dei trasporti, ovvero il documento di programmazione decennale delle infrastrutture approvato dalla giunta Fontana.

“Noi daremo battaglia su molti fronti, perché il modello che questo piano ripropone non risolve i problemi dei trasporti e della mobilità in Lombardia – dichiara il consigliere regionale Pd -. Ma il tema dell’accessibilità è fondamentale. Noi crediamo che il diritto alla mobilità debba essere garantito a tutti, e oggi così non è, se pensiamo che per le persone con disabilità, o a ridotta mobilità, prendere un treno nelle nostre stazioni è spesso proibitivo. Guardiamo alle stazioni gestite dal RFI, che sono la stragrande maggioranza: in una su tre non è possibile accedere ai binari successivi al primo, per mancanza di ascensori, ma attenzione, se consideriamo la possibilità di accedere autonomamente, quindi senza dislivello tra la banchina e il treno, nel 65% delle stazioni questo è impossibile perfino sul primo binario! Anche a Lecco la situazione è complicata, visto che in 15 stazioni su 28 una persona in carrozzina o anche solo con le stampelle non può salire su un treno da sola, per lo scalino troppo alto. Faccio l’esempio di Calolziocorte, che è una stazione classificata come plus, quindi media, che è uno snodo tra la Lecco-Milano e la Lecco-Bergamo, dove non è garantito l’accesso ai disabili a tutti i 4 binari e pertanto nemmeno ai treni! Io credo che sia davvero incredibile che il Piano regionale decennale della giunta Fontana non si occupi minimamente di questo, che il tema del diritto all’accesso alle stazioni ferroviarie non trovi uno straccio di riferimento! Ciò significa che la destra non pensa, come invece pensiamo noi, che l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni debba diventare un impegno da risolvere almeno nei prossimi dieci anni. Il diritto all’accessibilità deve essere garantito a tutti, nelle stazioni grandi ma anche in quelle medie, fino a quelle piccole e per questo ci batteremo in Aula. Come ci batteremo su un altro tema che limita fortemente la disponibilità delle persone a scegliere il treno, che è la sicurezza”.

Milano, 7 ottobre 2026

 

PD Regione Lombardia