Question time di Emilio Del Bono sui dispositivi, comprensivi di software, sistemi di sicurezza, assistenza tecnica e formazione del personale, acquistati da Regione Lombardia per il referendum sull’autonomia del 2017

Dispositivi di voto utilizzati nel referendum 2017, Del Bono: “Dopo nove anni e 23 milioni spesi, oltre 8.700 dispositivi ancora senza destinazione”.

Sono costati circa 23 milioni i 24.760 dispositivi, comprensivi di software, sistemi di sicurezza, assistenza tecnica e formazione del personale, acquistati da Regione Lombardia per il referendum sull’autonomia del 2017. A quasi dieci anni di distanza, oltre 8.700 voting machine risultano ancora ferme, senza assegnatario né destinazione definitiva. Lo ha ricordato Emilio Del Bono, vicepresidente del consiglio regionale, in un’interrogazione presentata oggi in consiglio regionale.

La maggior parte delle apparecchiature, utilizzate in tutte le sezioni elettorali per permettere ai cittadini di votare elettronicamente (con notevoli complicazioni), dopo il referendum è stata concessa con una formula di comodato d’uso gratuito per cinque anni a scuole, associazioni ed enti con finalità didattiche e sociali. Nel 2025 la Regione ha avviato una procedura per la cessione dei dispositivi non trattenuti dalle scuole o dalle associazioni (9.000 voting machine, 1.200 auditing kit e 1.200 contenitori). Manifestazione di interesse che, però, non ha prodotto i risultati sperati.

Il soggetto individuato non ha mai provveduto al ritiro dei beni, venendo di conseguenza dichiarato decaduto. In graduatoria sono rimasti 17 richiedenti, che hanno avanzato richiesta per 229 voting machine. Anche nell’ipotesi che i soggetti ancora presenti in graduatoria procedessero con il ritiro del quantitativo richiesto, in totale rimarrebbero a disposizione 8.771 tablet, pari a oltre il 97% dello stock complessivo.

“Questa vicenda, per niente edificante, dice molto di come vengono gestite le risorse pubbliche in Lombardia – sottolinea Del Bono -. Dopo aver speso 23 milioni di euro per acquistare 25mila dispositivi, serviti per una sola giornata di voto, al momento non sappiamo quale sarà la destinazione di gran parte di queste apparecchiature, delle quali, peraltro, va verificato l’effettivo funzionamento. Il 97% delle macchine restituite rischia di restare inutilizzato. Come si è arrivati a questo punto e cosa si intende fare adesso?”.

Secondo il consigliere regionale, il caso voting machine è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della Regione di gestire nel tempo gli investimenti. L’interrogazione, firmata da tutto il gruppo consiliare del Pd lombardo, sollecita l’assessore di competenza a fare chiarezza sulla destinazione delle 8.700 apparecchiature ancora ferme e senza assegnatario.

“La questione non è soltanto contabile – conclude Del Bono -. Stiamo parlando di come viene speso il denaro dei cittadini che va amministrato evitando sprechi, con responsabilità e attenzione”.

 

6 ottobre 2026

PD Regione Lombardia