Paolo Romano sulla bocciatura di un emendamento che chiedeva di prevedere una tariffazione agevolata per gli abbonamenti regionali di trasporto pubblico locale degli under 27
ROMANO (PD): “TRENORD HA LE TARIFFE PIÙ ALTE D’ITALIA, LA REGIONE LE ALZA ANCORA E NEGA GLI SCONTI A REDDITI BASSI E STUDENTI”
In Consiglio regionale, ieri sera, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati hanno bocciato per l’ennesima volta l’emendamento e anche l’ordine del giorno del consigliere regionale del Pd Paolo Romano, questa volta all’assestamento al bilancio regionale 2026-28, che chiedeva di prevedere una tariffazione agevolata per gli abbonamenti regionali di trasporto pubblico locale rivolti alle cittadine e ai cittadini under 27, basato sulla fascia ISEE e variabile da una sensibile riduzione fino alla completa gratuità.
“È incredibile, il servizio di Trenord, strapagato di Regione Lombardia, è comunque il più costoso di Italia in termini di tariffe – dichiara Romano -. Facciamo alcuni esempi: nella tratta “50km”, come per esempio da Milano a Bergamo, l’abbonamento annuale costa 845 euro. L’equivalente in Emilia-Romagna? 520 euro. In Veneto? 662 euro. Prendiamo una tratta più lunga, fino a 100km, come la Milano-Brescia. In Lombardia, 1.063 euro, in Emilia-Romagna, 734, in Veneto, 881. Parliamo di differenze tra il 25% e il 40%. Come se non bastasse, Regione Lombardia è l’unica Regione senza alcuna agevolazione per redditi bassi, studenti, giovani: un ragazzo pendolare per gli studi, figlio di una famiglia in difficoltà economica, paga la stessa tariffa di un manager. In Emilia-Romagna? Viaggerebbe gratis fino ai 19 anni. In Veneto? Dieci euro al mese. Solo nel sistema STIBM, finanziato dalle province di Monza, Lodi e Milano, esistono le scontistiche”.
La conclusione dell’esponente Pd è molto dura: “abbiamo presentato emendamenti ed ODG per cambiare tutto questo, abbassare le tariffe e applicare gli sconti. I soldi ci sono, Trenord è addirittura in utile di molti milioni di euro. Risultato? Hanno bocciato tutto. È vergognoso, considerando che il servizio è già scadente di suo tra ritardi e cancellazioni. Regione Lombardia ammetta che vuole rendere il treno lento, inutile e costoso così da avvantaggiare il mezzo privato e chi non può permetterselo, lo abbandona”.
Milano, 24 luglio 2026
