Gigi Ponti sul fotovoltaico, dopo il voto in commissione Ambiente del progetto di legge sulle ‘Determinazioni delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili
PONTI (PD): “SULLE AREE IDONEE TROPPA CHIUSURA VERSO LE NOSTRE RICHIESTE DI TUTELA. E MAGGIORANZA ANCORA UNA VOLTA SPACCATA”
Il Gruppo regionale del Pd ha deciso di non partecipare al voto, stamattina, in VI Commissione Ambiente, dopo una seduta piuttosto animata e segnata da sospensioni e discussioni anche all’interno della stessa maggioranza, e di rinviare tutto il confronto quando il progetto di legge sulle ‘Determinazioni delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili’, arrivato direttamente dalla Giunta, approderà nell’Aula del consiglio regionale.
I dem avevano presentato una serie di emendamenti: “Considerate le condizioni in cui ci troviamo a operare, la procedura di urgenza che anche noi abbiamo votato perché ci è chiara la necessità di un’adozione del provvedimento in tempi brevi, abbiamo voluto concentrarci su alcuni punti fermi, soprattutto emersi dalle audizioni, che intendono incentivare l’installazione degli impianti sull’esistente, tutelare al massimo i territori agricoli di pregio, cercare di dare più strumenti ai Comuni nella loro azione, come maggiori sostegni tecnici per i controlli e la necessità di passare dal consiglio comunale per le autorizzazioni, cercare di definire meglio le aree non residenziali. Inoltre, per noi è importantissima la questione dei parchi e la nostra proposta vuole includere i Plis nelle azioni di rafforzamento della tutela ambientale”, spiega Gigi Ponti, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione.
“Abbiamo registrato un atteggiamento analogo a quello tenuto in Commissione Agricoltura: il conto finale è di una chiusura eccessiva rispetto alle proposte. Tuttavia, questo è un testo importante su un tema che va discusso approfonditamente. Per questo abbiamo deciso di non partecipare al voto in Commissione per poter vedere in Aula come si svilupperà il confronto e dove speriamo di lavorare in maniera più proficua e trovare una maggiore apertura”, aggiunge il dem.
Milano, 29 aprile 2026
