PORTO VALDARO, AVVIARE INTERLOCUZIONI CON IL VENETO PER ALZARE I PONTI ALLA CLASSE V. LO CHIEDE IL CONSIGLIERE CARRA (PD) ALLA REGIONE LOMBARDIA
Interrogazione di Marco Carra sui ponti di Arquà Polesine, di Rosolina e Zeno
Avviare interlocuzioni con RFI e la Regione Veneto per verificare se ci sia la volontà di procedere all’innalzamento del ponte di Arquà Polesine e dei ponti di Rosolina e Zeno (tutti in territorio veneto) la cui altezza oggi non è adeguata al passaggio delle chiatte che richiedono la classe V dei ponti.
Lo chiede Marco Carra, consigliere regionale PD in Lombardia, con un’interrogazione in regione Lombardi all’assessore competente.
La questione è strettamente legata allo sviluppo e alla competitività del porto di Valdaro a Mantova, che potrebbe incrementare il flusso del trasporto di merci attraverso l’idrovia FisseroTartaro-Canalbianco, canale navigabile che consente il trasporto di merci fino a 1.800 tonnellate (V classe) e che riveste un’importanza strategica in quanto rappresenta lo sbocco lombardo sul Mar Adriatico.
“Già nel 2010, in seguito ad incontri che si sono svolti tra la Provincia di Mantova, Regione Veneto e RFI – spiega Carra – quest’ultima aveva ipotizzato un intervento su una più ampia variante di tracciato per aumentare la capacità e velocità di percorrenza ferroviaria della linea volto al superamento dell’ostacolo dovuto all’idrovia al fine di consentire il transito delle imbarcazioni di maggiore classe. e Lo sviluppo del porto di Mantova Valdaro e Cremona passa necessariamente anche dall’incremento del traffico fluviale, tra l’altro con il trasporto di carichi eccezionali quali grandi trasformatori per centrali elettriche e caldareria pesante per l’industria (scambiatori di calore, reattori per l’industria chimica, oli & gas e altri componenti industriali di altissimo valore aggiunto) che possono raggiungere per dimensioni e pesi, il Mar Adriatico solo attraverso via fluviale per poter essere poi trasbordate su navi oceaniche ai porti di Chioggia e Venezia e di seguito i cantieri di definitiva destinazione.
Sarebbe dunque importante questo passaggio con la regione Veneto – conclude Carra – per comprendere la reale possibilità di realizzare queste opere strategiche”.
Milano, 28 gennaio 2026
